Nel 2026 Roma ha iniziato a mettere regole sugli affitti brevi. Il piano regolatore è già cambiato, un regolamento comunale è in preparazione, il fisco è più severo e anche l’Europa si sta muovendo. Ecco cosa è già legge, cosa è solo una proposta e cosa significa per chi ha un immobile in città.
Aggiornato al 7 ottobre 2026.
Perché proprio adesso
I numeri spiegano la stretta. A Roma le strutture extralberghiere sono vicine a quota 45 mila, contro poco più di mille alberghi. La parte più grande è fatta di locazioni turistiche gestite da privati in forma non imprenditoriale, oltre 25 mila. Gran parte dell’offerta è concentrata nel centro storico e a Prati, ed è lì che il Comune ha deciso di intervenire per primo.
1. Il piano regolatore è già cambiato
Il 23 luglio 2026 l’Assemblea Capitolina ha approvato le nuove Norme tecniche di attuazione del Piano regolatore. Per l’extralberghiero contano tre punti:
- Nella Città storica e nel perimetro Unesco sono limitati i cambi d’uso da funzioni non residenziali, come negozi e uffici, ad abitazioni a uso ricettivo.
- Stop ai frazionamenti e agli accorpamenti pensati per ricavare micro-unità turistiche nel centro storico.
- Gli alberghi, invece, non hanno più il limite di 60 camere nel centro: il Comune vuole spostare l’offerta verso strutture più grandi e professionali.
L’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia ha chiarito a settembre che queste norme sono definitive e che non verranno estese alle periferie. Fuori dal centro storico, quindi, oggi non ci sono vincoli nuovi.
2. In arrivo un regolamento sugli affitti brevi
Il piano regolatore è solo il primo passo. Il Campidoglio sta preparando un regolamento specifico che potrebbe introdurre zone in cui limitare le nuove aperture. Sui giornali sono circolati i nomi di centro storico, Trastevere, Monti, Prati ed Esquilino, sul modello di quanto già fatto a Firenze.
Attenzione: per ora è una proposta. Non c’è un testo approvato né una data. Nel frattempo il Comune ha aperto un tavolo permanente con gli operatori immobiliari, che dovrà anche distinguere tra piccoli proprietari e vere attività d’impresa.
3. Il fisco: tre appartamenti e sei un’impresa
Con la Legge di bilancio 2026 la cedolare secca sulle locazioni brevi resta al 21% per il primo immobile e sale al 26% dal secondo. Soprattutto, chi destina tre o più appartamenti agli affitti brevi è considerato un’attività d’impresa: servono partita IVA e tassazione ordinaria.
4. Check-in: l’ospite va identificato
Il 21 novembre 2025 il Consiglio di Stato ha confermato che chi affitta deve verificare che l’ospite sia davvero la persona del documento. Non serve per forza farlo di persona: sono ammessi strumenti a distanza in tempo reale, come la videochiamata. La sola keybox con codice inviato via messaggio, però, non basta.
5. I codici e gli adempimenti di sempre
- CIN, il Codice Identificativo Nazionale, da esporre all’ingresso e in ogni annuncio.
- Codice regionale del Lazio, obbligatorio dal 2024.
- Alloggiati Web: comunicazione degli ospiti alla Questura entro 24 ore.
- Contributo di soggiorno e dichiarazioni periodiche al Comune, anche quando l’incasso passa dalle piattaforme.
6. Anche l’Europa si muove
Il 9 settembre 2026 la Commissione europea ha proposto l’Affordable Housing Act. Permetterebbe alle autorità locali di limitare gli affitti brevi nelle aree di stress abitativo, cioè dove servono almeno otto anni di reddito per comprare casa. Le misure durerebbero al massimo cinque anni e la prima casa del proprietario resterebbe esclusa. La proposta deve ancora passare da Parlamento e Consiglio europeo.
Cosa significa per chi ha un immobile a Roma
Il messaggio è chiaro: Roma vuole meno improvvisazione e più professionalità. Chi affitta in modo informale avrà sempre più regole, più tasse e meno spazio, soprattutto in centro. Chi lavora in modo strutturato, con una vera struttura ricettiva, i conti in ordine e un servizio all’altezza, ha davanti un mercato più selezionato.
- Se hai un immobile in centro: prima di qualsiasi lavoro verifica il tessuto urbanistico. Frazionare per ricavare più unità oggi non è più possibile.
- Se stai pensando di comprare per mettere a reddito: valuta anche le zone fuori dal centro storico, oggi senza vincoli nuovi, e considera che le regole possono ancora cambiare.
- Se fai già affitti brevi con più appartamenti: potresti essere già un’impresa per il fisco. Tanto vale organizzarsi come tale, per esempio con un affittacamere.
- In ogni caso: fai i conti prima. Con più tasse e più obblighi, un progetto che non regge sui numeri oggi è un rischio.
Questo articolo riassume notizie e provvedimenti pubblici al 7 ottobre 2026 e non sostituisce una consulenza tecnica o fiscale. Prima di avviare un progetto verifica le norme aggiornate con un tecnico abilitato e con il tuo commercialista.
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Dal 2014 apro e gestisco strutture extralberghiere a Roma. Raccontami il tuo immobile: ti dico se ha senso un affittacamere, quanto può rendere e quali regole valgono per la tua zona.